15-02-2004







Operazione Aquila Azzurra “Colombia, 1998. I signori del cartello colombiano ci hanno ingaggiato per recuperare un piccolo carico di valore inestimabile: 4 panetti di cocaina purissima. Il responsabile del furto è il boss della droga Francei Bagiosky, entrato in contrattazione con alcuni politici corrotti, alle spalle, appunto, dei colombiani. Ci ritroviamo così paracadutati in una landa desolata alla ricerca del boss e della sua scorta per recuperare il prezioso bottino”. Il torneo Operazione Aquila azzurra, organizzato dai Diavoli Verdi, era partito con le migliori intenzioni. Si trattava di muoversi in occultamento ed evitare nel modo più assoluto l’ingaggio con l’interdizione. L’idea più comune che ai tornei di soft-air si debba sparare parecchio veniva così completamente stravolta. Negli unici obiettivi in cui si doveva sparare andava richiesta via radio agli organizzatori la propria finestra d’ingaggio. Il primo tentativo, da parte dei Diavoli Verdi, di costruire un torneo di questo tipo però incontrava i primi problemi già al momento della partenza. La prima decisione di far partire le squadre senza alcun caricatore era stata poi modificata concedendone soltanto uno: non tutti erano stati avvisati e quindi un team è partito senza. Noi!! Arrivati al primo WP lo zaino in cui avrebbero dovuto esserci i nostri caricatori era stato invertito con quello di un’altra squadra! E’ toccato a noi programmare uno scambio all'ultimo minuto di zaini con gli altri operatori. Il risultato è stato: 30 minuti persi per rimetterci in condizione di disputare il torneo quindi l'impossibilità di terminare il torneo. Un altro grosso problema è stata l’eccessiva controinterdizione e l'obj dove far la ricognizione; era posizionato in maniera geograficamente ostica. L’idea, per concludere, è valida ma c’è ancora molto da lavorare.

 



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